Spesso chi ama la moda non può che sentirsi attratto anche dal mondo dell’arte in senso lato. Altrettanto spesso stilisti e designer investono sugli artisti dando vita a collaborazioni sorprendenti e creative. Ma se per alcuni si tratta di mere operazioni commerciali e per altri di occasionali incontri che durano lo spazio di una stagione, è ben diverso per Prada che oltre a dar spazio a giovani artisti nelle proprie collezioni – ricorderete la linea Fairy – agisce attraverso la Fondazione Prada per organizzare e promuovere mostre ed eventi lungo il labile confine tra arte e moda.
L’ultimo evento in ordine di tempo è la mostra dedicata all’artista Nathalie Djurberg, che ha esposto le proprie opere nei locali della Fondazione all’interno di padiglioni che alludono a organi del corpo umano ma allo stesso tempo a simboli universali e archetipici. Dentro ciascun padiglione le proiezioni di video d’animazione realizzati dall’artista svedese che si serve della tecnica dello Stop Motion e di personaggi modellati a mano che ricordano molto qualcosa del primo Tim Burton.
Ironia e inquietudine, sogno e incubo, gli opposti si incontrano nelle opere dell’artista senza smentirsi a vicenda, ma convivendo all’interno del mondo fantastico che Prada ha voluto promuovere, con una mostra dedicata ma anche con un libro, Nathalie Djurberg. Turn into Me.




