
Già la firma di Marc Jacobs per Vuitton ci ha abituati alle stravaganze più audaci, ma immaginate che per questa sfilata il già esuberante stilista abbia tirato fuori i cimeli dei tardi anni Ottanta e tutta la sua venerazione per Lacroix, uniti all’ammirazione per vere e proprie muse di quello stesso decennio: Victoire de Castellane, Marie Seznec, Inès de la Fressange. Il risultato è un’invasione di ruche, pizzi, merletti e colori accesi – talvolta acidi – miscelati insieme a tratti romantici e rock senza soluzione di continuità , ma senza perdere di un centimetro terreno sul piano della ricerca protesa al futuro e su quello della tradizione della maison. Qui però non c’è nessuna paura di sperimentare e uscire dal seminato, come accade altrove.

Foto da Style.com















