
Se la precedente collezione di Givenchy aveva suscitato nella critica l’accostamento ad un’atmosfera religiosa, quest’ultima ha un mood decisamente più pagano. C’è un che di gotico, un disegno più che mai grafico dei modelli.

Cerniere, fasce, risvolti, pieghe sono gli elementi decorativi più frequenti su modelli molto asciutti che segnano il corpo, lo affilano quasi. I volumi dei capi sono quasi spettrali, c’è un indubbio sguardo rivolto al passato ma vagamente futurista la cui lezione proviene da Balenciaga e Balmain, con un inequivocabile tocco personale che riconosciamo a Riccardo Tisci.
Foto da Style.com
















