La nuova collezione di Louis Vuitton per l’autunno-inverno 2011-12 ha fatto parlare di sé soprattutto per l’apparizione di Kate Moss, sopravvissuta tra le supermodel degli anni Novanta, che torna in passerella dopo aver lasciato da anni le sfilate se non per parteciparvi come ospite. Ma la collezione riserva qualcosa in più di una presenza celebre sul catwalk, anche se sfortunatamente ha finito in molti casi per essere offuscata dal gossip sulla cellulite della modella.
Il principio ispirativo dello stilista, ha spiegato Marc Jacobs nel backstage, proviene da una conversazione con Bernard Arnault nella quale ci si chiedeva la ragione della “inesplicabile” (sic) passione delle donne per le borse. Dalle ossessioni femminili all’uso di riferimenti fetish sulla passerella il passo è stato breve, la distanza tra l’intuizione e la creazione. Ecco dunque apparire il latex da Vuitton che aveva già fatto presenza sulla passerella di Marc Jacobs a New York.
La disciplina, in molti casi connessa al concetto del feticismo, è protagonista dei modelli, dai tagli alla silhouette che disegnano, dal rigore scultoreo di giacche e camicie alla precisione millimetrica con cui si studia la lunghezza delle gonne. Un sapore da dominatrix si rivela anche in certi stivali e nella falcata sicura di Kate Moss che incede sulla passerella fumando una sigaretta con fare provocatorio. C’è spazio anche per una rivisitazione: la Lockit del 1958.
Foto da Style.com



















