La svolta filoamericana di Chanel

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Quando una griffe ha radici importanti, qualsiasi variazione alla norma e allo stile che ne identifica da sempre il buon nome, può apparire irrispettosa e l’erede rischia di essere additato come contravvenente alla tradizione. Karl Lagerfeld non deve essersi interrogato più di tanto quando ha scelto di portare in passerella per Chanel, la sua collezione primavera estate 2008 che celebra un’insolita alleanza franco-americana che alla purista Mademoiselle Coco, e non solo, avrà certamente fatto storcere un po’ il naso.

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Stelle e strisce a profusione, un trionfo di denim persino sui bikini, e una mistura poco allettante di stampe e colori sulle classiche giacchine, sugli shorts, sulle micro gonnelline e sui minidress, per la gioia delle giovanissime e la perplessità che si leggeva nel parterre affollato di donne che da sempre hanno sposato lo stile glamour della maison e che si ritrovano a dover fare i conti con la moda simil fast food.

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Non è molto credibile una signora Chanel che tiene gli spiccioli in un borsellino matelassè ancorato alla caviglia. La “stranezza” in questione altro non è che la nuova trovata dello stilista tedesco: si chiama Skeletto, un sandalo dal tacco a gradini che consta di un laccio intorno alla caviglia a cui è attaccata una mini pochette. Chissà che l’ispirazione al designer non l’abbia suggerita la cavigliera per il monitoraggio dell’alcol che Lindsay Lohan sfoggiava qualche tempo fa? Le critiche poco lusinghiere sulla collezione pret-à-porter si sono già levate impietose, perché i flop specie nel settore fashion, non guardano in faccia nessuno.

Tutte le foto su: Style.com

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