Haute Couture Spring 2016: Dior

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Benché la collezione Haute Couture di Christian Dior sia stata presa saldamente in mano dal team creativo che collaborava con Raf Simons, la sfilata risulta deludente. È sotto tono, decisamente non all’altezza dell’esuberante meraviglia dei bei tempi andati e mai troppo compianti di John Galliano ma neanche dei più recenti anni di Simons.

Si guarda agli anni Venti e Trenta e si attinge agli archivi, ancora di salvezza in tempi bui, quando si pesca nel passato glorioso per ritrovare un’identità che va annacquandosi in assenza della mano ferma di un direttore creativo che dia una direzione precisa alla maison.

A colmare un vuoto che si avverte in ogni uscita della sfilata, arrivano alla fine dello show Lucie Meier e Serge Ruffieux che Dior ha nominato rappresentanti della squadra creativa che ha firmato questa linea, improntata ad un approccio meno architettonico, strutturato e sofisticato rispetto al passato recente e lontano.

Non mancano né i grandi classici, come la Bar Jacket, né la ricerca della forma asimmetrica ben costruita, ma tutto appare fin troppo casual rispetto a quel che ci si aspetta da una passerella di alta moda.

Foto da Style.com

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