Peta compra azioni Prada: basta borse di struzzo

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La Peta, da sempre impegnata nella difesa degli animali e in prima linea nel mondo della moda, nel quale ha spesso combattuto l’uso delle pellicce, scende in campo per chiedere a Prada di utilizzare ancora la pelle di struzzo per le sue borse.

Lo fa non manifestando o imbrattatando di vernice le preziose borse – sono tattiche superate e poco efficaci – ma acquistando azioni della maison per poter dire la sua sulla politica interna del marchio. Proprio così: diventando azionista del gruppo fashion, la Peta potrà partecipare alle riunioni dei soci e intervenire dall’interno sull’uso di materiali come la pelle di animali esotici.

Il direttore di Peta Usa Mimi Bekchechi ha commentato così questa strategia insolita ma che probabilmente si rivelerà anche molto efficace:

“Ogni borsa di Prada a pelle d’oca significa che un giovane struzzo è stato appeso a testa in giù, ucciso e spennato in un miserabile e terrificante mattatoio. Peta Usa sta portando la lotta contro la crudeltà dentro le sale riunioni di Prada, dove potrà chiedere all’azienda di eliminare per sempre le borse in pelle di struzzo.”

Già lo scorso Luglio l’associazione aveva acquistato un’azione di Hermès per dire simbolicamente basta all’uso di pelle di coccodrillo. Sono tanti piccoli passi avanti che nel fashion systema portano ad una sempre maggiore attenzione all’aspetto etico della moda.

E se Stella McCartney può dirsi la capofila di un movimento inesorabile per quanto lento, altre maison hanno già dato segno di buona volontà, come Armani che ha detto basta alle pellicce.

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