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Acqua in gravidanza: quando la giusta idratazione diventa essenziale

acqua-in-gravidanzaQualche mese fa ho ricevuto un interessantissimo comunicato stampa dal Gruppo Sanpellegrino in cui veniva spiegata l’ importanza di bere la giusta quantità di acqua in gravidanza.

Chissà perchè stamattina, mentre bevevo il mio primo bicchierone d’acqua della giornata cercando di mandare giù la pillola di acido folico, mi è tornato in mente quanto avevo letto e quanto quel comunicato stampa mi sia stato d’ aiuto durante gli ultimi mesi.

Non nego che, a cavallo tra la nona e la 12 settimana di gestazione, ho fatto molta fatica a mandar giù più di mezzo litro d’acqua al giorno, la nausea era troppo forte per pensare di bere con disinvoltura. Ora, però, tutto è tornato nella norma, le nausee non mi fanno più compagnia per tutto il giorno e posso idratarmi in tutta tranquillità.

L’ acqua in gravidanza è un bene prezioso, un’ amica alleata che favorisce la creazione ed il mantenimento del liquido amniotico, alleggerisce il lavoro dei reni, aiuta ad eliminare i batteri eventualmente presenti nelle vie urinarie e, non ultimo, favorisce la regolarità intestinale.

“La corretta idratazione della mamma comporta numerosi benefici alla salute del bambino, primo fra tutti quello di assicurare la produzione e il mantenimento del liquido amniotico – spiega il Dottor Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e docente all’Università di Bologna – L’acqua è un componente fondamentale di questo fluido, che rappresenta l’habitat del feto per nove mesi e che alla fine della gravidanza raggiunge 1 litro di volume. Bisogna sapere che il liquido amniotico viene rinnovato dall’organismo con una frequenza di tre ore e che, in questo procedimento, viene consumata molta acqua”. 

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“Anche se non vi è un nesso diretto tra la quantità di liquidi che la futura mamma beve e la quantità di liquido amniotico, la donna in attesa deve bere più acqua per sopperire alle necessità del suo metabolismo mutato – continua l’esperto – Infatti, sebbene il fluido non dipenda dallo stato materno in quanto prodotto attraverso l’eliminazione dell’urina del bimbo, un periodo prolungato di grave disidratazione della gestante si ripercuoterebbe negativamente sulla salute fetale, determinando una diminuzione del liquido amniotico. Una quantità di liquido inferiore alla norma può essere la spia di una sofferenza fetale cronica”.

Insomma, future mammine, non avete più scuse per trincerarvi dietro la classica scusa “Bevo poco perchè non ho mai sete“. Armatevi di santa pazienza e mandate giù i vostri due litri di acqua al giorno (che diventeranno due e mezzo nei mesi caldi) e preparatevi a riceverne soltanto grossi benefici.


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