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La multiculturalità diserta le passerelle

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Da qualche settimana la discussione, che a tratti assume risvolti polemici, infiamma le pagine di chi si interessa di moda non solo dal punto di vista di abiti e accessori ma di fashion business più in generale. Chi non nutre alcun interesse per la moda, invece, s’è trovato in un certo senso coinvolto su altri piani, assai delicati. Il punto è che sulle passerelle si vedono quasi esclusivamente modelle bianche.

Ad indagare la situazione subito dopo le sfilate newyorkesi è stata la redazione di Jezebel, che ha monitorato le passerelle quantificando l’incidenza di modelle di diversa nazionalità. Nonostante l’invito del presidente CFDA (Council of Fashion Designers of America) Diane von Furstenberg rivolto agli stilisti perché rendessero le passerelle “davvero multiculturali”, il NY Daily News ha rilevato una presenza minima o in molti casi nulla di modelle di colore.

Che avessero ragione Naomi Campbell e Vivienne Westwood nell’accusare le riviste patinate di razzismo nella scelta delle ragazze da copertina? A quanto pare non succede solo nel mondo delle carta stampata, stando alle dichiarazioni della giovanissima modella Jourdan Dunn (che già è stata su Vogue, oltre che testimonial per Topshop by Kate Moss).

Lasciando parlare le cifre, l’88% delle modelle è bianca-caucasica, delle piccola percentuale di modelle di altre etnie la maggioranza è costituita da orientali mentre scarsissima è la presenza di ragazze di colore.

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