Missguided e lo scandalo del bikini a un euro

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Polemiche a non finire ha scatenato Missguided quando ha annunciato di voler proporre un bikini a un prezzo più che stracciato: solo una sterlina. La cifra, poco più di un euro, garantisce l’acquisto di un bikini a triangolo con slip a laccetti, il più minimal che ci sia.

Mentre la moda si domanda come diventare più sostenibile, ridurre l’impatto ambientale dei materiali e dei processi produttivi, garantire prodotti di qualità a prezzi accessibili, ecco che il low cost sembra intraprendere una via opposta.

Sì, perché i detrattori dell’iniziativa, volta a rendere accessibile a tutti un costume basico, pensano che proporre un capo a quel prezzo non possa prescindere dal diventare complici di sistemi produttivi poco sostenibili o che addirittura sconfinano nello sfruttamento del lavoro. Senza contare che il materiale, continua chi ha sollevato le critiche più polemiche, è sicuramente scadente.

Ciò produrrebbe un impatto negativo sull’ambiente ma anche una ricaduta diretta sul consumatore, che si ritrova con un prodotto costato pochissimo ma che vale giusto quanto ha pagato. O ancora meno. E pensare che Missguided pensava di fare un regalo alle sue clienti per celebrare i primi 10 anni del marchio.

Il risultato di tante polemiche divampate sui social è stato che prima Missguided si è scusato, poi ha ritirato dalla vendita il bikini a prezzo stracciato. E l’episodio è subito stato ribattezzato One Pound Bikini Gate.

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