Armani: che la moda torni a essere umana

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Il mondo della moda si sta impegnando su molti fronti per fare la sua parte nell’emergenza sanitaria mondiale che sta flagellando anche l’economia fashion. Come sarà il mondo della moda dopo la pandemia? In molti se lo chiedono, nessuno ha le risposte ma Giorgio Armani ha una proposta.

Nel corso di una recente intervista lo stilista, che è stato tra i primi a intervenire nella lotta alla pandemia, ha detto che la moda dovrà imparare a rallentare e a diventare – anzi tornare a essere – più umana.

Non si può certo dire che Armani non abbia titolo per dire la sua. La moda la conosce a fondo e la fa bene da decenni ed è stato tra coloro che si sono immediatamente attivati quando la pandemia ha iniziato a far sentire i suoi effetti anche in Europa e in particolare in Italia. Già la sua ultima sfilata a fine Febbraio si tenne a porte chiuse per limitare i contagi. Senza contare la trasformazione della produzione delle sue fabbriche e la generosa donazione agli ospedali.

Con una lettera inviata al magazine WWD lo stilista ha spiegato come immagina la ripartenza del fashion world alla fine dell’emergenza e come spera di agire in prima persona. Si dovrà ricominciare con un ritmo più umano che non rincorra più i tempi forsennati della fast fashion con una moda già vecchia nel giro di pochissimi giorni, sempre alla ricerca del fatturato rapido e facile a scapito della dimensione umana. È così che immagina la moda dell’immediato domani: più umana.

“A un certo punto la finanza ha preso il sopravvento sulla creatività tanto che il lusso ha dovuto adottare le modalità operative del fast fashion, aumentando la frequenza delle consegne nei negozi nella speranza di vendere di più. Una vera contraddizione. Da questo punto di vista la crisi darà un taglio, drammatico, ma salutare. Credo da sempre nel concetto di eleganza senza tempo. Non è solo un codice estetico, ma anche un metodo per fare abbigliamento che, a sua volta, suggerisce un modo preciso d’acquistarlo. E cioè, per farlo durare.”

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