PFW pe 2021: Chloè

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Se c’è una cosa che sicuramente la quarantena ha prodotto nel mondo del fashion è la riflessione sui tempi finora forsennati che la moda ha tenuto in una costante corsa alla novità, alla collezione speciale tra le collezioni semestrali, alla ricerca continua di originalità e mutamento.

Da Chloè questa riflessione si è fatta ancora pià sostanziale grazie al lavoro di Natacha Ramsay-Levi che ha iniziato a chiedersi “quanto deve durare un capo” (risposta: non certo tre mesi) e “come abbiamo cambiato il modo di vestirci” ma anche “in che modo il nostro comportamento è determinato da quel che indossiamo, o viceversa.”

La sfilata primavera estate 2021 ha provato a rispondere a questi interrogativi proponendo una collezione centrata sulla vita quotidiana, sulla riposta che il nostro vestire dà alle nostre esigenze reali, tra le vie delle nostre città, immerse nelle nostre vite concrete.

Non a caso la collezione è stata proiettata al Palais de Tokyo di Parigi su tre grandi schermi che seguivano le modelle per le vie della città, mentre facevano cose comuni, colte nell’intimità delle occupazioni di tutti i giorni.

Foto da Vogue

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